Energia, Anie rinnovabili, il fotovoltaico spinge in basso il prezzo dell'elettricità
Il prezzo dell’elettricità in calo del 18% rispetto al 2023, determinato, in buona parte, della crescita delle fonti rinnovabili, in particolare del fotovoltaico, tecnologia chiave della transizione energetica italiana. Andrea Cristini: rinnovabili leva concreta per abbattere il costo dell’energia


(AGR) Una buona notizia per famiglie e imprese: il prezzo dell’elettricità è sceso del 18% nel 2024 rispetto all’anno precedente. Un risultato importante in un contesto segnato ancora dall’incertezza geopolitica e dalla volatilità del mercato energetico. Merito, in buona parte, della crescita delle fonti rinnovabili, in particolare del fotovoltaico, che si conferma la tecnologia chiave della transizione energetica italiana.
Lo evidenzia l’ultimo Osservatorio FER di Anie Rinnovabili, associazione di Anie Confindustria, realizzato su dati Terna, che fotografa un 2024 positivo per il settore: oltre 7.480 MW di nuova potenza installata, di cui 6.795 MW da fotovoltaico, con una crescita del 29% rispetto al 2023 della capacità di generazione.
Il legame tra produzione rinnovabile e costo dell’energia è ormai evidente. In Italia il prezzo sulla borsa elettrica si forma sul cosiddetto “system marginal price”: più energia rinnovabile entra in rete, più il prezzo tende a calare. Il trend, noto come “merit order”, è ben visibile nei dati: quando aumenta la quota di fotovoltaico e eolico, il PUN (prezzo unico nazionale) medio dell’elettricità scende sensibilmente rispetto alle fasce orarie con bassa produzione rinnovabile.
Nel 2024, il PUN medio si è attestato a 108,5 €/MWh, contro i 127,4 €/MWh del 2023: una differenza che si traduce in risparmi significativi per aziende energivore e famiglie.
Utility scale in crescita, residenziale in frenata
Il settore fotovoltaico è cresciuto soprattutto nelle taglie medio-grandi, sostenuto dalle semplificazioni normative e dalla spinta delle imprese verso l’autoconsumo. In forte espansione gli impianti utility scale da oltre 1 MW, mentre il segmento residenziale rallenta del 27%, anche a causa della fine del superbonus.
Rinnovabili al 42% del fabbisogno elettrico.
Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno coperto il 42% del fabbisogno elettrico nazionale, raggiungendo una produzione complessiva di 130 TWh (+14% rispetto al 2023): un risultato storico, ma ancora distante dagli obiettivi del PNIEC, che prevede 228 TWh di potenza rinnovabile installata entro il 2030 (oggi siamo a 73,5 GW).
L’appello: liberare il potenziale delle FER per ridurre davvero il costo dell’energia.
Il messaggio dell’Associazione è chiaro: le rinnovabili abbassano i prezzi, ma per farlo su scala strutturale serve una forte accelerazione degli investimenti e la rimozione delle barriere burocratiche. Le imprese italiane chiedono energia verde, stabile e a basso costo. Il mercato lo dimostra: nella recente asta electricity release, oltre 3.000 imprese hanno richiesto 70 TWh di energia rinnovabile a lungo termine.
Nonostante le incertezze legislative che continuano a pesare sugli investimenti, il settore si conferma strategico per la sicurezza energetica e la competitività del Paese.
“L’Italia ha un ruolo strategico nella transizione energetica - dichiara Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili - ma per consolidare la propria competitività deve superare le barriere burocratiche e rafforzare una filiera industriale ancora frammentata. Il dato del +25% di crescita riscontrata dalle FER 2024 ci conferma che la strada della transizione è avviata e che la tecnologia trainante oggi è il fotovoltaico. Nei prossimi cinque anni sarà necessario installare almeno 70 GW di nuova capacità rinnovabile, oltre 10 GW all’anno, per allinearci agli obiettivi del PNIEC e garantire la sicurezza energetica nazionale. Il settore delle energie rinnovabili e degli accumuli rappresenta un'opportunità di crescita straordinaria, con un impatto economico e occupazionale significativo - spiega Cristini - ma servono politiche industriali chiare e strumenti di supporto adeguati a dispiegare gli investimenti, sviluppare economie di scala ed abbattere i costi dell'elettricità.”
“Senza un incremento rapido delle autorizzazioni ai progetti FER, l’industria rischia di non trovare abbastanza energia verde per coprire la domanda - conclude Andrea Cristini. “Il fotovoltaico oggi è la risposta, ma vanno messo messe in condizione di correre tutte le FER”.
Federazione Anie aderente a Confindustria, con 1.100 aziende associate e circa 420.000 addetti, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 102,7 miliardi di euro e 28,5 miliardi di export per le tecnologie elettrotecniche ed elettroniche nel 2023. Le aziende aderenti ad Anie investono mediamente in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.
Anie Rinnovabili è l’associazione che all’interno di Anie Federazione raggruppa le imprese costruttrici di componenti e impianti chiavi in mano, fornitrici di servizi di gestione e di manutenzione, produttrici di elettricità in Italia e all’estero nel settore delle fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermoelettrico, idroelettrico e solare termodinamico. Nel 2023 l'industria italiana delle energie rinnovabili ha registrato un fatturato aggregato pari a 9,8 miliardi di euro, di cui circa 3,3 miliardi di euro di esportazioni.
Pannelli solari installati sui tetti foto da pixabay